I PERCHE' CHE FANNO CRESCERE SANI

Epatite B

L’epatite virale B, dopo un periodo di incubazione di 2-6 mesi dall’infezione, si manifesta con la comparsa di inappetenza, malessere generale, febbre e nausea, particolarmente nei confronti del fumo.
Dopo qualche giorno compare l’ittero, cioè la presenza di colorito giallognolo della pelle, dovuto alla aumentata concentrazione di bilirubina nel sangue a causa della diminuita funzionalità del fegato.
Anche le sclere (la parte bianca dell’occhio) possono tendere al colore giallo. Un altro segno caratteristico della malattia in atto è il colore delle urine che si presentano scure come marsala, sempre per la presenza della bilirubina.
Nella maggior parte dei casi la malattia guarisce e nel sangue rimane la presenza di anticorpi anti-virus dell’epatite B (anti-HBc, anti-HBs, anti-HBe) che testimoniano l’avvenuta infezione. In un certo numero di casi, però, per fattori non ancora chiariti, il virus continua a replicarsi e a produrre particelle infettanti chiamate “antigeni” (HBsAg, HBeAg), gli anticorpi protettivi non si formano, ed in tale situazione il soggetto può trasmettere l’infezione ad altre persone, la sua malattia può cronicizzare ed evolvere verso quadri clinici di grave compromissione epatica. approfondisci

Il vaccino

Il vaccino per l’epatite B consiste di norma in 3 iniezioni nell’arco di 6 mesi l’una dall’altra; non è possibile contrarre la malattia dal vaccino. Il vaccino può essere somministrato praticamente a tutte le categorie di persone, inclusi bambini (dai 3 mesi in poi), anziani e pazienti immunocompromessi.

Rientra tra le vaccinazioni obbligatorie ma è raccomandato anche per  le persone che lavorano in ambito sanitario (medici, dentisti, personale di laboratorio ecc.) che possono esporsi a sangue potenzialmente infetto. Alle persone non vaccinate precedentemente che, in aree ad alta o moderata endemia, lavoreranno in ambito sanitario per qualunque durata, è fortemente consigliata la vaccinazione prima del viaggio.

Il vaccino antiepatite B attualmente in uso è prodotto con la tecnica di DNA ricombinante, inserendo un plasmide contenente il gene dell’antigene di superficie dell’epatite B nel lievito.
La schedula vaccinale prevede la somministrazione di tre dosi di vaccino, per via intramuscolare, ai tempi 0, 1, 6 mesi. Non sono previsti richiami nei soggetti che hanno risposto alla vaccinazione.