I PERCHE' CHE FANNO CRESCERE SANI

Le domande sui vaccini

1. Vaccinare protegge?

Si. L’efficacia di un vaccino in Europa viene attestata dall’EMA (Agenzia Europea dei Farmaci). il produttore deve provare, attraverso studi clinici sottoposti a valutazione, l’efficacia e la sicurezza del prodotto anteriormente alla sua distribuzione. Pertanto, nessun vaccino può essere messo in commercio senza avere avuto un parere positivo sulla sua efficacia e sicurezza. approfondisci

2. Perché si inizia a vaccinare subito dopo il compimento dei due mesi?

La vaccinazione è iniziata a 2 mesi compiuti per tre ragioni:
-a 2 mesi il sistema immunitario del bambino è già in grado di rispondere alla vaccinazione;
-nel bambino di 2 mesi le vaccinazioni sono sicure: aspettare non serve ad aumentare la sicurezza dell’atto vaccinale;

-ogni ritardo nell’inizio delle vaccinazioni prolunga il periodo in cui il bambino è suscettibile alle infezioni prevenibili con il vaccino. approfondisci

3. Vaccinare è sicuro?

Si. Le grandi controversie sulla sicurezza dei vaccini sono tutte state indagate per mezzo di studi approfonditi anche su casi in cui le ipotesi da verificare erano fragili dal punto di vista scientifico.  approfondisci

4. I vaccini contengono mercurio?

No. I vaccini pediatrici attualmente disponibili non contengono piu’ thiomersal (e quindi non contengono mercurio). La sua eliminazione è stata dettata dal principio di precauzione, sebbene vari studi epidemiologici non abbiano dimostrato conseguenze per la salute dei bambini. approfondisci

5. I vaccini contengono alluminio?

Si. I sali di alluminio non sono eliminabili dai vaccini che attualmente li contengono, perché giocano un ruolo fondamentale nella risposta immunitaria. Il contenuto varia a seconda del prodotto da 0,25 a 2,5 mg. Tuttavia non esiste nessun rischio relativo alla loro assunzione.

Basti pensare che Il lattante ingerisce quotidianamente alluminio: esso si trova nel latte materno, ad una concentrazione media di 40 MICRO per litro, ancora piu’ alta in quello artificiale, 225 MICROgrammi per litro. Approfondisci

6. Per far scomparire una malattia non è sufficiente il miglioramento delle condizioni igienico- sanitarie di una popolazione?

No. Se questa spiegazione fosse corretta, la diminuzione dei casi di una malattia infettiva si verificherebbe gradualmente, senza bruschi cambiamenti. Numerose casistiche, elencate nel portale, dimostrano invece come il numero di malattie notificate sia  drasticamente diminuito in concomitanza con l’inizio delle vaccinazioni estese.

7. I vaccini possono provocare l’autismo?

No. Il problema è stato posto in relazione a due studi pubblicati, rispettivamente nel 1998 e nel 2002 da Andrew Wakefield su Lancet in cui si ipotizzava che il vaccino morbillo-parotite-rosolia (MPR) aumentasse le possibilità di autismo.

I lavori sono stati successivamente smentiti e oggetto di procedimento giudiziario a carico dell’autore. Inoltre, in una serie di articoli pubblicati sul British Medical Journal nel 2011, il giornalista Brian Deer ha dimostrato che Wakefield aveva costruito una vera e propria frode scientifica. approfondisci

8. I vaccini possono provocare l’epilessia?

No. Le vaccinazioni possono provocare in rari casi episodi di convulsione isolati da distinguere con l’epilessia, una ben precisa entità che può manifestarsi anche (ma non solo) con crisi convulsive. Approfondisci

9. I vaccini possono causare encefalite o encefalopatia?

No. Studi epidemiologici non hanno riscontrato un’associazione tra vaccinazioni pediatriche ed encefalite (Mäkelä-2002, Ray-2006). Il più recente è uno studio condotto sui dati del California Encephalitis Project raccolti durante dieci anni, dal 1998 al 2008: non è stato osservato alcun aumento del rischio di encefalite dopo la somministrazione dei vaccini, inclusi quelli contro la pertosse ed il morbillo (Pahud-2012).

10. I vaccini aumentano il rischio di sviluppare allergie e asma?

No. E’ stato dimostrato che le vaccinazioni praticate in età pediatrica non aumentano il rischio di sviluppare allergie e asma. Gli studi sono elencati e consultabili sul portale. Approfondisci