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Difterite: ricomparsa nell’ex Unione Sovietica

L’esempio più significativo di cosa può accadere quando in un Paese si smette di vaccinare contro la difterite fu rappresentato dalla epidemia di difterite scoppiata nei Paesi dell’ex Unione Sovietica nel 1990-91 (World-Health-Organization-1996).

Dopo il 1989, a seguito degli sconvolgimenti economico-sociali conseguenti alla caduta del regime comunista, un numero sempre minore di bambini fu vaccinato contro la difterite. Ciò creò le condizioni per il verificarsi di un’epidemia, cui forse contribuirono i militari russi reduci dall’Afghanistan, alcuni dei quali erano diventati portatori del batterio della difterite.

La conseguenza fu un’epidemia di quasi 200.000 casi di difterite, che provocò quasi 6.000 morti. In particolare, tra il 1992 ed il 1995 nell’ex Unione Sovietica vennero notificati oltre 125.000 casi di difterite, con 4.000 morti (Dittmann-1997).
I casi si verificarono non solo tra i bambini, ma anche tra gli adulti non vaccinati.

L’epidemia proseguì, sebbene con minore intensità, fino al 2006. Basti pensare che tra il 2000 ed il 2005  risultarono notificati 3.971 casi di difterite nella Federazione Russa.

La difterite è una malattia che si trasmette per via aerea; pertanto solo le persone immunizzate contro di essa non hanno conseguenze dall’infezione con il batterio difterico.

Ciò dimostra come sia pericoloso smettere di vaccinare i bambini contro la difterite. in caso di ricomparsa del germe, si verificano casi non solo tra i più piccoli, ma anche tra gli adulti che da tempo non si rivaccinano, oppure che non sono mai stati immunizzati.

Per questa ragione la vaccinazione contro la difterite è sempre stata inserita nei calendari vaccinali di tutti i Paesi del mondo.